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How to choose where to eat fish in Genoa while respecting the sea and those who live there.

  • immobiliarepep
  • 1 day ago
  • 6 min read

In Genoa, the sea is not an attraction.

It's not a postcard backdrop, nor an accessory for tourists.

The sea is work, time, waiting.

When any of my guests feel like asking where I would go to eat, I try to explain that it is precisely that waiting that makes them decide where to go.

It's what decides what gets on the plates — and what, sometimes, shouldn't get there.

Those who visit the city often see only the bright part:

the fried cone, the sea-view table, the dish “perfect”.

But behind every bite there is a story that is not seen.

And helping choose where to eat fish in Genoa means choosing whether you really want to hear that story.



coni di fritto e Pigato a Boccadasse
Impossible to resist the fritto cone and a good Pigato view of the promontory of Portofino.

The sea is not an endless menu


We're used to restaurants that promise everything, always.

As if the sea were a full refrigerator, ready every hour, isn't it ?!?

But the sea doesn't work like that.

There are days when the sea is rough.

Days when you don't go out on a boat.

Days when some species are being born, not fished.

(By the way, did you know that the biological stop for sea urchin fishing in Italy, also applicable in Liguria, is generally set from 1° May to 30 June to promote the reproduction of the species? During this period, fishing, transportation and marketing of sea urchins is prohibited. Don't be cool, don't order them during that time! It's not that Manu tells you, it's like that!).

And days when you stop. By law. Or by conscience.

When the sea stops, those who really know it wait.

Fix the networks. Adjust. Observe.

Not strength.

It does not replace.

He doesn't pretend everything is okay.

And that's exactly where it all changes:

that's where you understand if you're consuming the sea

or if you're learning to respect it.



Vista da Waterfront Acquario House
View from P&P House's "Waterfront Acquario House" apartment of the dock boats on a winter's day.

Tourism should not demand what the sea does not grant


Have you ever gotten somewhere and demanded everything right away? It happens often in Genoa, but it happened to me too, honestly.

You can't understand that the sea isn't commanded here.

That there is no set menu, because there is no fixed sea.

And often we don't even see the effort of those who work to welcome us:

who cleans,

who prepares,

who opens every day even when the night has been long.

I know this well.

And our guests learn it soon too.

Because hospitality, like the sea,

it is not linear.

It has waves and currents to ride and moments of absolute calm to fill.

and start over, if necessary.

That's where if you stop demanding

you really begin to really understand where you are.



guida su come riconoscere un ristorante di pesce etico


Mario e il mare che non fa sconti

Mario è pescatore e ristoratore a Boccadasse.

Parla poco, ma dice le cose come stanno.

«Noi non siamo assassini del mare.

Noi ci viviamo sopra.»

Vivere sopra il mare significa accettare che non sempre ti dà quello che vuoi.

Significa uscire alle quattro del mattino e tornare con poco o niente.

Significa riparare reti invece di servire piatti.

«Quando sei fermo, non sei mai fermo.

Sistemi, aggiusti, aspetti.»

È una fatica che non si vede,

ma che si sente in ogni piatto fatto bene.


intervista a Mario Micone
Le parole di Mario Micone, ittiturismo di Boccadasse. Tanti lo chiamano "da Mario", tanti lo chiamano i "pescatori di Boccadasse", ma alla fine si chiama "GE8317" che è il vecchio numero della barca.

Economia Blu: non una moda, ma una responsabilità


A Genova l’Economia Blu non è uno slogan da convegno.

È una pratica quotidiana.


Significa:

– rispettare i fermi biologici

– seguire la stagionalità del pesce

– dire “no” quando il mare dice no

– lavorare con ciò che c’è, non con ciò che conviene.


È la stessa responsabilità che hai quando accogli qualcuno in casa tua, e noi di P&P House lo sappiamo bene:

non tutto, è facile. ( a volte ci possono essere dei guasti)

non sempre, ( il più possibile!)

non a qualsiasi costo.

Ci piace ciò che è vero, giusto e che rispetta il mare e la città!

Siamo fatti così!


Pesci “poveri” (che poveri non sono)

Sugarello (suello), lanzardo, pesce prete, gattuccio.

Che poi, vengono chiamati “poveri” solo per abitudine...

Ma lo sapete che in realtà sono:

– ricchi di gusto

– nutrienti

– locali

– parte della vera pesca sostenibile ligure


-«C’è una disinformazione enorme sui pesci.»- dice il nostro caro Mario


Ci avete mai pensato che valorizzarli significa:

– far respirare il mare

– permettere al pescatore di lavorare senza sfruttare

– mangiare pesce italiano, vero


Il pesce vero non è perfetto (e nemmeno Genova lo è)

Pensateci, cari miei ospiti:

La seppia non è bianca.

Il sugarello non è famoso.

Il mare NON è Instagram.


-«La seppia ha il colore dello scoglio, della sabbia.

Cambia a seconda di dove si trova.

Perché la devo dare bianca?»- dice Mario.


Ci avete mai pensato che abbiamo industrializzato la percezione del cibo?

Abbiamo deciso che il pesce debba essere sempre uguale, riconoscibile, “pulito”.

Ma il pesce vero non è standard.


E Genova è bellissima proprio perché non si trucca per piacere.


La zuppa ligure, raccontata da chi il mare lo pesca


La zuppa di pesce alla ligure è uno dei piatti più profondi della tradizione marinara.

Nasce come piatto semplice, ma è ricchissima di sapore.

Non è una zuppa elegante “alla francese”.

È una zuppa impegnativa, fatta con pesce intero, misto di scoglio.


-"Il pesce intero è come la carne con il midollo.

Dà gusto, profondità.

Se lo sfiletto, che cosa mangi? Un filetto.

Qui non siamo un’industria.

Siamo piccoli pescatori.

Il pesce si pulisce bene

e si mette nella zuppa così com’è,

perché è il mare a fare il resto."-



Ricetta di zuppa di pesce alla ligure

Quando il mare decide di fermarsi (e noi con lui)


Questa intervista l’abbiamo rimandata più volte.

Non per disorganizzazione, eh?! Visto che il mio ufficio è attaccato ad Arena House, nel cuore di Arena Albaro Village, e ci metto 5 minuti a piedi col mio passo.

Ma perché non c’era pesce.

Per oltre dieci giorni Mario non ha aperto.

Il mare non permetteva di uscire.

E senza pesce, per lui, non aveva senso farlo.

In quei giorni sistemava le reti. Aspettava.

Come fanno i pescatori da sempre.

A me questo fa rivivere i meravigliosi anni a Stromboli, dove ho imparato tante, tante storie. Alcune dei pescatori.

Questo, da solo, racconta più di mille slogan, o forse lo è solo per me?! Chissà


Pescatori di Boccadasse
Pescatori e anziani del borgo di Boccadasse, Genova.

Cos’è davvero un ittiturismo (e perché è diverso)


«Noi non siamo un ristorante normale.»

Un ittiturismo non nasce per “servire pesce”.

Nasce per raccontare il mare attraverso ciò che offre in quel momento.

Ho imparato che qui il menù cambia,

a volte si accorcia e

a volte un piatto sparisce.

«Quello che peschiamo, cuciniamo.

Quello che c’è, c’è.»

Io mi son fatta consigliare e ancora sento il meraviglioso gusto di quei moscardini!!!! Mamma mia, cari miei, che bontà!

È un’economia piccola, fragile, ma onesta.



La Cooperativa Pescatori Boccadasse opera seguendo il modello della filiera cortissima, integrando l'attività di pesca tradizionale con la ristorazione e la vendita diretta.

Ecco come si articola il loro lavoro:

Pescatori-Chef: I soci della cooperativa (come Mario e Michele) svolgono il doppio ruolo di pescatori e ristoratori. Il pesce viene catturato la mattina e cucinato direttamente nell'Ittiturismo GE8317 poche ore dopo, seguendo la filosofia dell'onda zero.

Metodi di Pesca: Praticano una pesca professionale artigianale e stagionale nel Mar Ligure. Questo garantisce un menu sempre vario che dipende esclusivamente da ciò che il mare offre quel giorno.

Ittiturismo: La forma principale di lavoro è la somministrazione di pasti nel loro locale di Via Aurora.

Vendita Diretta: Effettuano la vendita diretta del pescato presso il mercato locale.

Pescaturismo: Organizzano occasionalmente uscite in mare e fishing tour, permettendo ai turisti di partecipare a giornate di pesca e conoscere da vicino le tecniche e la cultura del borgo.


Vivere Genova da dentro


Alloggiare ad Arena House o negli appartamenti P&P House significa entrare in questo ritmo.

Non quello del turismo veloce, ma quello della città vera.

Sono sempre pronta a rispondere alle curiosità dei miei ospiti, dico sempre che se anche non avessero problemi con l'appartamento, di chiedere, domandare, curiosare...


Vi consiglio di Uscire a piedi, magari all’alba o la sera.

Incrociare chi va a lavorare in mare.

Scendere verso Boccadasse non per un selfie, ma per guardare il vento.

Capisci che il fritto misto è buonissimo,

Ma la storia di chi ha lottato con la corrente per portartelo lo è ancora di più.


👉 [Scopri Arena House e gli appartamenti P&P House]


Salone e cucina al primo piano, Arena House, Albaro, Genova

Arena House

Appartamento su due piani open space

fino a 5 persone, a pochi passi da Boccadasse




Itinerario da Arena House, Albaro, a Ittiturismo Ge8317,Boccadasse.


Il mare non si consuma. Si rispetta.


Mangiare pesce a Genova non è solo una scelta gastronomica.

È una scelta culturale.

Significa decidere se vuoi essere un visitatore o un ospite.

E un ospite, a Genova, ascolta.

Spero soprattutto che lo facciano i miei ospiti

Accetta.

Rispetta.

Il mare di Genova non si consuma.

Si ascolta.

E scegliere dove mangiare pesce qui

significa scegliere che mare vuoi sostenere.


L'alba a Boccadasse un sabato di Gennaio
L' alba di Gennaio a Boccadasse il giorno dell'intervista con Mario.





Biografia dell'autrice Manuela Scarcella
Biografia dell'autrice


Crediti fotografici: Foto di Manuela Scarcella, grafiche create su Canva da Manuela Scarcella.

Pubblicazione immagini autorizzate da Ittiturismo Ge8317.








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