Cosa vedere a Genova: 3 caffè storici eleganti nel centro
Aggiornamento: 9 set
Scopri tre caffè storici di Genova
tra colazioni chic, tè pomeridiani e aperitivi eleganti nei Caruggi.
Genova ha un talento raro: mescolare l’anima popolare dei suoi caruggi con una raffinatezza che appare all’improvviso, quasi per magia.
Cammini tra friggitorie che profumano di farinata calda e, girato l’angolo, ti ritrovi in un salone ottocentesco dove il tempo sembra essersi fermato, tra boiserie lucidate a mano e porcellane decorate.
È questo gioco di contrasti — spontanei, sinceri, sorprendenti — a rendere i vicoli genovesi così affascinanti. Chi li percorre senza fretta scopre una città intima, autentica, profondamente elegante senza mai ostentarlo.
Ed è proprio questa Genova segreta che voglio far vivere agli ospiti di P&P House.
Dal nostro B&B “Acquario House”, in Salita San Siro, consiglio spesso un itinerario speciale tra tre caffè storici del centro: luoghi in cui la storia non si osserva, ma si respira.
Caffè che hanno accolto musicisti, scrittori e viaggiatori curiosi, e che ancora oggi mantengono intatto il loro fascino aristocratico.
Tre indirizzi perfetti per chi cerca un risveglio elegante, un pranzo tradizionale ma curato, un tè pomeridiano servito come un rito o un aperitivo diurno in totale tranquillità.
La cosa più bella? Si trovano tutti a pochi minuti dal Porto Antico, dall’Acquario e da Piazza Fossatello: un triangolo ideale per chi soggiorna al nostro “Acquario House”.

Prima tappa: Pasticceria Liquoreria Marescotti
Nel cuore dei caruggi, la Pasticceria Liquoreria Marescotti è molto più di una tappa: è un ingresso privilegiato in un’altra epoca.
Per i nostri ospiti è quasi un rito, perché proprio qui ritirano le chiavi del nostro appartamento e iniziano il loro soggiorno.
Perché iniziare da Marescotti.
Marescotti è uno di quei luoghi in cui la memoria si posa su ogni dettaglio: le boiserie intarsiate, i pavimenti originali, le tazzine di porcellana, il profumo delle mandorle e del caffè appena macinato.
Non si entra solo per mangiare un dolce: si entra per vivere un frammento di storia genovese, raccontata con grazia e silenzio.

Scopri la storia di Marescotti
Entrare alla Pasticceria Liquoreria Marescotti significa attraversare una soglia che non separa semplicemente l’interno dall’esterno, ma il presente dal passato.
Col passare degli anni, Marescotti non si è limitata a restare ciò che era: si è trasformata, si è ampliata, è diventata un punto di ritrovo. Da semplice rivendita si è evoluta in salotto cittadino, conservando però un tratto distintivo che nessun restauro potrà mai ricreare: la sua autentica anima liberty.
Le boiserie originali, le vetrine di cristallo, i lampadari in ottone, i legni scuriti dagli anni e lucidati dalla cura: ogni dettaglio è ancora quello di allora. Passeggiare tra le sue sale significa toccare la Genova del primo Novecento e sentirla viva.
Marescotti è diventata molto più di una pasticceria.
È un luogo culturale, emotivo, sociale.
Fondata nel 1906 come drogheria elegante, Marescotti offriva cacao purissimo, tè e caffè da rotte lontane, liquori pregiati e zuccherini fatti a mano. Col tempo si trasformò in salotto cittadino, conservando la sua autentica anima liberty

Oggi, a custodire questo luogo, è Stefania, 26 anni, a cui abbiamo chiesto con quali occhi vive ogni giorno un locale nato 245 anni fa.
"Con molta umiltà e profondo rispetto. Quando ti trovi a custodire una storia lunga 245 anni, capisci subito di essere solo di passaggio: il locale appartiene alla memoria di Genova e della sua gente. Varcare ogni mattina quella soglia per me è un grande onore, ma anche una responsabilità quotidiana che cerco di affrontare a piccoli passi, ascoltando chi questo posto lo frequenta da sempre e cercando di offrire ogni giorno un'accoglienza curata e sincera."
Se dovessi scegliere un dolce della Marescotti come “biglietto da visita” di Genova, quale sarebbe?
"Oltre all'amaretto di Voltaggio, amo proporre la Torta Mazzini. È un dolce per me speciale perché la prepariamo seguendo accuratamente l'antica e originale ricetta scritta proprio da Giuseppe Mazzini in una lettera spedita alla madre da uno dei suoi esili. E poi ci sono i nostri mini-Gobeletti con la confettura, il giusto accompagnamento per il caffè."

-Una curiosità: la ricetta della Torta Mazzini esiste davvero, scritta da Mazzini nel dicembre del 1835 durante il suo esilio in Svizzera, in una lettera alla madre Maria Drago, un pezzo di Risorgimento che si può ancora assaggiare, con un guscio di sfoglia e un ripieno profumato di mandorle e limone.-
Sui dettagli del locale a cui è più legata, Stefania racconta esattamente quello che i nostri ospiti scoprono con i loro occhi ogni volta che vengono a ritirare le chiavi:
"Mi affascinano tantissimo i cassetti della boiserie: conservano ancora le incisioni fatte a mano a quell'epoca, dove venivano annotati i dettagli su cosa contenevano. E poi c'è la Madonna del Dito, il piccolo quadro posizionato sopra lo specchio centrale. È una figura discreta, una presenza protettiva tipica delle antiche botteghe storiche di una volta. Per me rappresenta la continuità, il filo sottile che tiene unito il passato di questo luogo al nostro presente. C'è anche un altro dettaglio che pochi notano subito: il pavimento originale in marmo, con motivi decorativi a conchiglia che richiamano lo stile di Rubens."




Seconda tappa: La Corte di Romanengo
A pochi minuti da Marescotti, nel pieno della vivacissima Piazza Soziglia, dove l’aria profuma di spezie, vociare e botteghe storiche, si nasconde uno dei contrasti più sorprendenti del centro storico.
Basta oltrepassare la soglia della Corte Romanengo per ritrovarsi in un’altra dimensione: fuori il movimento continuo della piazza, dentro un silenzio morbido, misurato, quasi incredibile.
È come passare dal primo piano di un’opera all’intermezzo più delicato.
Porcellane sottili, luci soffuse, profumi antichi: tutto invita a rallentare, a respirare, a concedersi un momento per sé.
Perfetta per un tè pomeridiano, per scoprire i celebri frutti canditi o per chi desidera un’esperienza elegante e riservata proprio nel cuore della città più viva.
La Corte è il salone da tè collegato alla storica confetteria Romanengo, un luogo di giovane nascita che permette di vivere la tradizione del marchio in un modo nuovo: non solo guardandola dalle vetrine, ma assaporandola.

Curiosità da gustare (quasi) quanto i canditi
Una tradizione di famiglia che nasce nel Settecento
Romanengo è considerata la più antica confetteria d’Italia ancora attiva, fondata da Pietro Romanengo nella storica via Soziglia
Ospiti illustri della bottega
Nei registri storici compaiono Giuseppe Verdi, la duchessa d’Aosta e la carismatica Ira von Fürstenberg.
Dettagli d’epoca originali
Specchi, legni pregiati, un lavandino in marmo a forma di conchiglia: elementi che richiamano le botteghe parigine di fine Settecento.
Il simbolo della colomba
La colomba con il ramoscello d’ulivo è il marchio storico del fondatore, scelto come auspicio di pace in un’Europa appena tornata quieta.
Lasciare La Corte Romanengo significa rientrare di colpo nel ritmo vivace dei caruggi.
Fuori ti accolgono la piazza piena, i richiami dei negozianti, la luce sulle botteghe; dentro rimane ancora, per qualche minuto, la sensazione di aver assaporato qualcosa di raro.
E questo cambio di atmosfera brusco ma affascinante è esattamente ciò che rende speciale la nostra prossima tappa: un luogo dove gli specchi amplificano storie, luce e conversazioni, trasformandolo in un salotto urbano tutto da scoprire.

Terzo caffè storico: il caffè degli specchi
Lasciata la vivacità di Piazza Soziglia, bastano pochi passi per trovarsi in un’atmosfera diversa.
Il Caffè degli Specchi ha trasformato un’antica caffetteria genovese in un salotto moderno e luminoso, senza perdere il legame con il passato.
La sala principale è adornata da specchi ottocenteschi che moltiplicano la luce e creano un gioco raffinato di riflessi. La ristrutturazione ha rispettato l’anima originaria, inserendo elementi contemporanei: marmi chiari, linee minimal, tavoli raccolti.
Qui la semplicità diventa eleganza: anche un caffè servito al volo sembra più buono, più curato.
Il locale accompagna ogni momento della giornata:
colazioni con focaccine, brioches e torte tradizionali,
pranzi leggeri e curati,
pomeriggi con biscotti e piccola pasticceria,
aperitivi raffinati ma informali.
È la chiusura perfetta del percorso: un ritorno alla Genova contemporanea dopo due soste immerse nella storia.

Conclusione
Perché scegliere i caffè storici di Genova
Soggiornare nella casa vacanze Acquario House significa avere la città a portata di mano. Dopo una passeggiata tra musei e caruggi, concedersi un caffè o un dolce in uno di questi locali storici è il modo migliore per sentirsi parte della storia di Genova.


I consigli di Manu
Non partite senza portare il ricordo di un assaggio. Tra le tante proposte suggerisco:
l’amaretto di Voltaggio (fidati: racconta Genova più di mille parole)
una frutta candita Romanengo per capire cos’è davvero la tradizione
le lasagne degli Specchi au “tuccu” (indimenticabile) .
Manuela Scarcella è la new entry del team di P&P House ma il suo percorso professionale nel mondo dell’ospitalità inizia oltre vent’anni fa.
Oggi racconta Genova con lo sguardo di chi conosce la fatica e la bellezza dell’ospitalità: attenta ai dettagli, ai silenzi, ai piccoli gesti che trasformano un soggiorno in un’esperienza
Crediti fotografici: foto originali di Manuela Scarcella e Caterina Conti. Immagini web dal sito ufficiale di Corte Romanengo e Caffè degli Specchi



Ho fatto colazione nel centro storico in Pasticceria Marescotti esperienza immersiva nella storia.
Recentemente ho visitato con la mia famiglia i vicoli di Genova che hanno un fascino unico, facendo una tappa da Marescotti dove ho scoperto gli amaretti di Voltaggio che sono davvero buoni! Si sono rivelati un ottima scelta!