Cosa fare a Genova in un giorno. Itinerario via mare da Genova a San Fruttuoso e Portofino
- immobiliarepep
- 18 giu
- Tempo di lettura: 7 min
Un itinerario autentico lungo la Riviera di Levante

Ci sono giorni d'estate in cui il mare di Genova non ti chiede il permesso.
Ti chiama e basta.
Succede a giugno, quando la luce si allunga sulle facciate dei palazzi e l'aria ha già quel peso leggero di sale che anticipa la stagione piena. In quei giorni l'idea di prendere un battello e fare questo itinerario da Genova verso levante sembra l'unica cosa sensata da fare.
Io questo percorso lo conosco da una vita. A diciassette anni, il mio primo appuntamento romantico fu proprio una gita a San Fruttuoso, uno di quei luoghi che scelgono te, non il contrario. Poi ho vissuto due anni a Ruta di Camogli, e quando potevo scendevo a piedi fino a Porto Pidocchio, dove da Spadin si mangia con il mare sotto i piedi e nessuna fretta.
Quella Liguria è ancora lì. E vale la pena andarla a cercare.
Questo itinerario da Genova a San Fruttuoso e Portofino è uno dei più belli della Liguria: una giornata via mare lungo la Riviera di Levante.
La partenza: Porto Antico e la Lanterna che non ti abbandona

La giornata inizia dal Porto Antico di Genova, il punto in cui tutti i fili della città si annodano prima del mare. Chi soggiorna ad Acquario House, nel cuore del centro storico, lo raggiunge quasi naturalmente: bastano pochi minuti a piedi e sei già sul molo, con il caffè in mano e la città che comincia a restare alle spalle.
E mentre sei sul battello, fermati un momento.
La Lanterna di Genova è lì, alta sulla darsena, bianca e silenziosa. È il simbolo della città da quasi novecento anni, e ha una caratteristica che pochi notano davvero: non smette mai di guardarti. Mentre il battello si stacca dalla banchina e Genova diventa una linea sull'orizzonte, la Lanterna resta sullo sfondo, è uno sguardo che ti accompagna anche quando non lo cerchi più.
Nervi: il primo respiro fuori dalla città

La costa comincia a scorrere quasi subito, e Nervi arriva in modo silenzioso. Nessun annuncio, nessun cartello che urla. Solo la Passeggiata Anita Garibaldi che si apre sugli scogli, le ville ottocentesche immerse nel verde, il mare che cambia colore a seconda di come cade la luce. È il momento in cui smetti di pensare alla città. E capisci che la giornata sta iniziando davvero.

Camogli: il borgo che sembra dipinto, ma vive di mare

Poi arriva Camogli.
Le case alte e colorate, il porticciolo stretto, le barche tirate a secco sulla riva. È uno di quei luoghi che la fotografia non riesce mai a restituire del tutto, perché quello che lo rende bello è il rumore: i motori, le voci, l'acqua che sbatte sugli scafi.
Quando vivevo a Ruta scendevo qui spesso. La focaccia calda di Revello sul molo, le creuze che salgono verso l'interno, la sensazione di un borgo che non ha mai smesso di essere se stesso nonostante tutto.
Camogli non si visita. Si attraversa.
Per chi ama camminare
Se ami camminare, puoi partire dalla stazione ferroviaria di Camogli. Da lì si sale una lunga scalinata fino alla frazione di San Rocco di Camogli. Superata la chiesa di San Rocco, si prosegue seguendo le indicazioni per San Nicolò di Capodimonte e si scende attraverso una ripida ma panoramica scalinata immersa nella macchia mediterranea. Il percorso a piedi richiede circa 45-60 minuti di cammino ed è caratterizzato da dislivelli importanti.
Uno scende fino a Porto Pidocchio, dove si trova Spadin: tavoli quasi sull'acqua, cucina ligure autentica, nessun orario da rispettare. Per i più allenati, i sentieri del promontorio arrivano fino a Portofino. È la Liguria più selvatica, quella che non si raggiunge in battello.
Porto Pidocchio: la Liguria che non si abbellisce

Superato Camogli, la costa si fa più aspra. Porto Pidocchio è una lingua di roccia che entra nel mare con decisione. Questo piccolissimo scalo marittimo si trova a ridosso della celebre lingua di roccia di Punta Chiappa ed è immerso nel Parco Naturale Regionale di Portofino.
L'acqua è profonda, il silenzio quasi fastidioso dopo il rumore di Camogli. Non è un posto per tutti, e forse è proprio quello il bello.
San Fruttuoso: dove il tempo si ferma davvero

La baia di San Fruttuoso si apre all'improvviso, dopo che la costa sembrava non voler cedere.
Raggiungibile solo via mare o attraverso i sentieri del promontorio, è un luogo che chiede rispetto fin dall'arrivo. L'abbazia medievale si specchia sull'acqua, le barche dondolano pigre, la spiaggia è piccola e quasi intima. Sott'acqua, a pochi metri dalla riva, veglia silenzioso il Cristo degli Abissi, dal 1954 uno dei simboli più intensi della Liguria marinara.
La prima volta che ci andai avevo diciassette anni. Non sapevo ancora quasi nulla del mare ligure.
Eppure capii subito che quel posto era diverso.
Certe cose non cambiano.

La leggenda dell'angelo e del drago
La baia di San Fruttuoso non è solo bella. È un luogo che porta il peso di una storia lunghissima, con una leggenda che vale la pena raccontare.
Era il 716 d.C. Il vescovo Prospero di Tarragona fuggiva dalla Spagna invasa dai musulmani, portando con sé le reliquie di tre martiri: Fruttuoso, Augurio ed Eulogio. Navigò verso nord senza sapere dove fermarsi. La tempesta li sorprese al largo del promontorio di Portofino. Apparve allora in sogno un angelo, che promise di portarli in salvo in un anfratto del monte. A patto che cacciassero un drago pestifero che lo abitava, e costruissero una chiesa là dove, sotto la roccia, sgorgava una fonte.
La fonte esiste ancora. La chiesa fu costruita. E il drago, a quanto pare, non si fece più vedere.
Monaci, Doria e pescatori: mille anni in una baia
I primi insediamenti risalgono probabilmente al VI secolo: monaci benedettini che vivevano secondo la regola, copiavano libri, coltivavano la terra, non possedevano nulla di proprio. L'abbazia come la vediamo oggi, con il chiostro, le arcate e il loggiato sul mare, prese forma tra il X e il XIII secolo.
Nel XIII secolo la potente famiglia genovese dei Doria assunse il patronato sul complesso, trasformando parte dell'abbazia nella loro necropoli di famiglia. Le tombe nobiliari, sette membri Doria morti tra il 1275 e il 1305, sono in marmo bianco e pietra grigia alternati, nella classica bicromia ligure. C'è anche un sarcofago romano, di cui nessuno sa con certezza chi contenga.
Poi i monaci se ne andarono. Il complesso venne abitato da pescatori, che adattarono gli spazi alle loro esigenze. Si costituì così una comunità che viveva lavorando l'erba lisca, una pianta del promontorio di Portofino, ammorbidita in ammollo e filata a mano per ricavarne reti e corde per le navi.
Nel 1916 un'alluvione devastante colpì l'abbazia. Nel 1983 la famiglia Doria Pamphilj donò l'intero complesso al FAI, che lo ha restaurato e reso visitabile.
Un luogo che ha ospitato santi, ammiragli, pescatori e turisti. In quest'ordine.
Il Cristo degli Abissi: una storia di amicizia, mare e bronzo fuso
Sott'acqua, a pochi metri dalla riva, veglia silenzioso il Cristo degli Abissi. Dal 1954, uno dei simboli più intensi della Liguria marinara.
La storia dietro è umana, bella e malinconica insieme. Nacque dall'idea di Duilio Marcante, dopo la morte dell'amico Dario Gonzatti durante un'immersione nel 1947. Gonzatti era uno dei primi subacquei italiani. Marcante volle che sul fondale di quel mare ci fosse qualcosa di permanente: un segno di pace, non di lutto.
Per la fusione della statua furono raccolte donazioni da tutto il mondo: eliche di navi, medaglie olimpiche e al Valore, persino le monetine di bronzo offerte come ex voto da una madre il cui figlio era scomparso in mare. Il 29 agosto 1954 la statua, alta 2,50 metri e pesante 8 quintali, venne calata sul fondale a 17 metri di profondità grazie alla Marina Militare Italiana. Papa Pio XII inviò la sua benedizione e un medaglione, tuttora presente ai piedi della statua.
Da allora è lì, in silenzio. D'estate passano i turisti, d'inverno passano i delfini del Santuario dei Cetacei. Tra le sue braccia aperte le acciughe fanno il pallone. Le alghe gli punteggiano il volto come lentiggini.
Una copia della statua è stata posta nella chiesa di San Fruttuoso, per chi non riesce a immergersi. Un'altra copia si trova a Key Largo, in Florida.
Come vederlo: porta maschera e pinne. Si trova a circa 300 metri dalla spiaggia, raggiungibile anche a nuoto, in kayak o sup. Attenzione al traffico nautico intenso in estate.
La Processione del Cristo degli Abissi di fine Agosto
Se capitate in Liguria il 29 Agosto, non perdete questa sera.
Da tutti i porticcioli intorno, da Pegli fino a Sestri Levante, partono battelli verso San Fruttuoso. Appena fa buio, una processione di fedeli con torce accese scende dall'abbazia fino alla spiaggia. Poi i subacquei volontari, indossata la muta, nuotano a pelo d'acqua verso Capo Croce, proprio sopra la statua del Cristo.
Un silenzio particolare grava sul borgo. È uno di quei momenti che non si dimenticano.
Portofino: la bellezza che resiste a se stessa

Proseguendo ancora, il battello costeggia il promontorio e arriva a Portofino.
Vista dalla terraferma rischia di sembrare solo una vetrina elegante. Vista dal mare è un'altra cosa: un borgo aggrappato alla roccia, case color pastello strette tra la macchia e l'acqua, sentieri ripidi che salgono verso il faro.
Vale la pena sbarcare. Salire verso il Castello Brown e la Chiesa di San Giorgio con il panorama sul golfo, o semplicemente sedersi in piazzetta e guardare il mondo passare. La bellezza di Portofino non è quella delle pubblicità. È quella che resiste, nonostante tutto.
Il ritorno: la luce più bella della giornata

Il rientro nel tardo pomeriggio ha qualcosa di magico. La costa si colora d'oro, il mare si fa più calmo, tutto rallenta.
La Lanterna di Genova torna a farsi vedere da lontano, prima ancora che la città sia visibile.
Come se ti stesse aspettando.
Una giornata intensa. Un modo per capire che la Liguria non è solo da vedere: è da attraversare lentamente, seguendo il mare. E forse è proprio per questo che, alla fine, si ha sempre voglia di tornare
Come organizzare la giornataIn battello con Golfo Paradiso Corse regolari da Genova verso Nervi, Camogli, San Fruttuoso e Portofino durante la stagione estiva. Perfetto per una giornata panoramica e senza pensieri. Consulta orari e biglietti su golfoparadiso.it In gommone privato con Diva Charter Per i nostri ospiti, una collaborazione esclusiva: partenza dal Waterfront di Levante, orari flessibili, soste dove vuoi, calette raggiungibili solo via mare. Con un 10% di sconto riservato a chi soggiorna nelle nostre case. Chi parte da Waterfront Porto Antico House o Waterfront Acquario House ha il vantaggio di essere già lì, a pochi passi dall'ormeggio. |

Le nostre case Tutte le case P&P House sono pensate per vivere Genova da dentro, non da turista. Acquario House: centro storico, salita San Siro. A pochi minuti a piedi dal Porto Antico. Waterfront Porto Antico House e Waterfront Acquario House si trovano nel nuovissimo Waterfront di Levante, masterplan donato dall'architetto Renzo Piano, punto di partenza ideale per Diva Charter. Arena House: quartiere Albaro, dentro Arena Albaro Village. |
Credits fotografici
Foto di copertina: Erin Doering via Unsplash
Sezione Porto Antico / Lanterna: Øystein Jaeger Paulsen via Pexels
Sezione Nervi: Corbett Campbell via Unsplash
Sezione Camogli: Domenico Adornato via Unsplash
Sezione San Fruttuoso (pini / alberi): Sara Monari
Sezione Nervi (mare con promontorio): Manuela Scarcella

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Esperienza bellissima, mi porterò dietro tantissimi ricordi!!!
Da fare assolutamente!
Itinerario stupendo.
Questo poi via mare è sempre uno dei più magici per scoprire la nostra costa.
Un vero sogno
San fruttuoso magica,
Piena di storia e bellezza.